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Il Corecom Lombardia incontra i cittadini: parte il tour nelle province

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di Redazione

04/09/2025

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Il Corecom Lombardia ha scelto di uscire dai palazzi istituzionali e di mettersi in viaggio per la regione. Un percorso di ascolto e confronto che mira a portare il Comitato Regionale per le Comunicazioni a diretto contatto con le comunità locali, per spiegare con chiarezza quali servizi offre e come interviene quando i diritti degli utenti vengono messi in discussione. La prima tappa è fissata a Lecco, il 17 settembre 2025, nella Sala Don Ticozzi, con la presenza del presidente Cesare Maria Gariboldi e dei componenti del Comitato.

Un dialogo aperto con il territorio

L’obiettivo è lineare, ma tutt’altro che scontato: far conoscere il ruolo del Corecom — spesso percepito come distante — e costruire occasioni di confronto con chi opera nella comunicazione o la vive da utente. Il Comitato, organismo indipendente istituito presso il Consiglio regionale, offre conciliazioni tra cittadini e operatori di telefonia e internet, vigila sul sistema radiotelevisivo locale e promuove iniziative di educazione ai media, con particolare attenzione ai più giovani e ai soggetti più esposti alla disinformazione. L’appuntamento di Lecco aprirà un tavolo di discussione con istituzioni, scuole, associazioni e operatori del settore. L’intento è raccogliere segnalazioni puntuali su criticità e buone pratiche: dai disservizi nella connettività alle regole sulla pubblicità, dalla qualità dell’informazione locale al rapporto tra media e cittadinanza attiva. Un confronto che dovrà tradursi in indirizzi operativi, così da rafforzare la tutela degli utenti e alimentare un ecosistema informativo più equilibrato.

Strumenti, tutele, prospettive

Il tour rappresenta anche l’occasione per rendere più trasparenti le procedure, spesso poco note. Dalle istanze di conciliazione alle definizioni, dai pareri su concessioni e autorizzazioni alle attività di monitoraggio, il Corecom illustrerà modalità, tempi e documentazione richiesta, con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi e ridurre le asimmetrie informative. Portare le informazioni “a casa” delle persone significa accorciare distanze e rendere la tutela effettiva, non soltanto sulla carta. Sul piano culturale, l’educazione ai media resta un capitolo centrale: le tappe provinciali serviranno a condividere programmi formativi e percorsi per scuole e associazioni, favorendo un uso consapevole delle piattaforme digitali e un rapporto più maturo con le fonti. In una fase in cui l’attenzione è una risorsa scarsa, l’incontro diretto con i territori può aiutare a rimettere al centro responsabilità, trasparenza e qualità, cardini di una comunicazione pubblica che vuole essere davvero al servizio della comunità lombarda.
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