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Il Cenacolo Vinciano: viaggio nell’Ultima Cena di Leonardo a Santa Maria delle Grazie

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di Redazione

03/10/2025

TITOLO
Nel cuore di Milano, nascosto tra le antiche mura domenicane del convento adiacente a Santa Maria delle Grazie, si trova uno dei tesori più preziosi dell’arte mondiale: il Cenacolo Vinciano. Spesso chiamato anche Ultima Cena, questo dipinto murale di Leonardo da Vinci rappresenta un punto di incontro tra arte, fede e sperimentazione artistica. In questo articolo esploreremo la storia del Cenacolo, la sua tecnica, il contesto architettonico di Santa Maria delle Grazie, le vicende che hanno segnato il destino dell’opera e tutte le informazioni utili per acquistare i biglietti Cenacolo e visitarlo oggi.

La genesi dell’Ultima Cena

L’Ultima Cena, conosciuta anche come Cenacolo Vinciano, fu realizzata tra il 1494 e il 1498 su commissione di Ludovico il Moro, duca di Milano. Leonardo da Vinci ottenne l’incarico per decorare la parete nord del refettorio del convento domenicano che faceva parte del complesso di Santa Maria delle Grazie. Leonardo non si limitò a realizzare un semplice affresco. Decise invece di sperimentare una tecnica mista a secco su intonaco asciutto, combinando tempera e olio, al fine di poter modulare i dettagli e le sfumature con pazienza, intervenendo più volte su ogni sezione. Tale scelta, tuttavia, si rivelò onerosa per la conservazione futura dell’opera. L’opera raffigura il momento cruciale narrato nel Vangelo di Giovanni, quando Gesù annuncia che uno degli apostoli lo tradirà. Leonardo mise in scena non solo la drammaticità del momento ma anche le reazioni emotive individuali dei discepoli: ogni gesto, ogni sguardo contribuisce a dare vita a una scena complessa, intensa, profondamente umana.

Santa Maria delle Grazie: il luogo e l’architettura

La chiesa e il convento di Santa Maria delle Grazie costituiscono il palcoscenico architettonico che accoglie il Cenacolo Vinciano. Edificata per volere del Duca Ludovico il Moro, la basilica è un esempio significativo del gotico lombardo e della transizione verso il Rinascimento. L’ordine domenicano la amministrava, e il complesso conventuale si sviluppava attorno a chiostri, refettorio e ambienti monastici. Il refettorio, luogo dove i frati si riunivano per i pasti, non era solo spazio funzionale ma anche luogo di riflessione spirituale e contemplazione. La parete settentrionale ospita l’Ultima Cena, mentre la parete opposta contiene la Crocifissione di Cristo di Donato Montorfano. La chiesa e il convento, danneggiati durante i bombardamenti del 1943, hanno subito restauri e ricostruzioni, ma l’area intorno al Cenacolo è rimasta protetta grazie a interventi che ne preservarono la struttura.

Tecnica e restauro: le sfide del tempo

La tecnica scelta da Leonardo, benché innovativa, presentava rischi: l’uso di pigmenti su muro asciutto e miscele miste non resistette bene all’umidità, alle condizioni ambientali e agli eventi storici. Già nei decenni successivi alla sua realizzazione, l’opera mostrava segni di deterioramento. Con il passare dei secoli, restauri più o meno fortunati ne modificarono lo stato di integrità in modo variabile. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso fu colpito da bombardamenti e parte del refettorio crollò, ma la parete con il Cenacolo sopravvisse miracolosamente, grazie a misure precauzionali come l’impiego di sacchi di sabbia e impalcature protettive. Gli interventi successivi tentarono di limitare i danni, ma fu solo a partire dagli anni ’70 che si avviò un piano di restauro scientifico e metodico. I restauri più recenti sono durati dal 1978 al 1999: un lungo intervento che ha impiegato tecniche avanzate per quanto possibile, nel tentativo di restituire leggibilità e integrità all’opera, senza alterarne i caratteri originari. Il risultato, pur parziale, ha restituito al mondo un’immagine affascinante, fragile, ma ancora carica di potenza espressiva.

Simbolismo e prospettiva nell’opera

Uno degli elementi più affascinanti del Cenacolo Vinciano è l’uso della prospettiva centrale, che concentra lo sguardo dello spettatore su Gesù, figura centrale della composizione. Il punto di fuga si trova esattamente dietro la sua testa, che risulta così incorniciata da una delle tre finestre sullo sfondo, evocando quasi un’aureola naturale di luce. Leonardo divide gli apostoli in quattro gruppi di tre, ognuno con reazioni psicologiche distinte all’annuncio del tradimento. L’assenza di aureole, secondo alcuni studiosi, sottolinea la volontà di umanizzare i protagonisti della scena, spogliandoli della loro iconografia classica per renderli figure reali, colte in un momento di tensione drammatica e verità emotiva. Il pane e il vino presenti sulla tavola, simboli eucaristici, sono resi con una sobrietà essenziale, che accentua ancora di più il valore simbolico dell’intera scena.

Leonardo e la pittura murale: una sfida senza precedenti

Leonardo da Vinci non era un pittore di affreschi. La sua formazione e il suo stile erano più orientati verso la pittura su tavola e su materiali che gli permettessero modifiche continue. Per questo motivo, quando accettò la sfida del Cenacolo, si trovò davanti a un problema tecnico: l’affresco tradizionale richiedeva rapidità e precisione, ma lui desiderava lavorare con calma, tornare sui volti, sugli abiti, correggere dettagli. Questo lo portò a inventare un metodo personale, stendendo uno strato di gesso, colla e calce sul muro e dipingendo con pigmenti misti. Il risultato iniziale fu probabilmente straordinario, ma nel giro di pochi anni l’umidità iniziò a corroderlo. Nonostante ciò, il valore sperimentale di questo approccio è oggi considerato uno degli elementi più innovativi e affascinanti dell’intero progetto artistico. È un’opera che sfida i limiti della tecnica, mettendo in evidenza la visione rinascimentale del pittore-scienziato che Leonardo rappresentava.

Visitare oggi il Museo del Cenacolo Vinciano

Orari e modalità di visita

Il Museo del Cenacolo Vinciano è aperto dal martedì alla domenica, dalle 8:15 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 18:45. Il lunedì è chiuso. I turni di visita sono molto controllati per non compromettere le condizioni climatiche e lo stato di conservazione. La visita al Cenacolo dura 15 minuti per ogni gruppo, con un numero massimo di 35 visitatori per turno.

Prezzi e agevolazioni

Il biglietto intero ha un costo di 15,00 €. Sono previste riduzioni per cittadini italiani e dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni, che pagano 2,00 €. L’ingresso è gratuito per i visitatori sotto i 18 anni e per alcune categorie speciali. È obbligatoria la prenotazione anticipata per tutte le tipologie di biglietto. È possibile prenotare online, via call center o via email, specialmente per gruppi scolastici o turistici organizzati.

Come ottenere i biglietti Cenacolo

Per acquistare i biglietti Cenacolo, il metodo più semplice e sicuro è tramite il sito ufficiale del museo. In alternativa, è disponibile un numero telefonico dedicato (+39 02 9280 0360) per le prenotazioni. Le email sono utilizzate principalmente per gestire prenotazioni di gruppo. I biglietti vengono messi in vendita trimestralmente, il che significa che è necessario programmare la visita con largo anticipo. La domanda è molto alta, specialmente nei mesi primaverili ed estivi. È fondamentale verificare la disponibilità e acquistare i biglietti solo da canali ufficiali, per evitare il rischio di truffe o sovrapprezzi ingiustificati.

Il valore universale del Cenacolo Vinciano

Il Cenacolo Vinciano non è solo un’opera d’arte: è una testimonianza viva della genialità di Leonardo, della sua capacità di fondere scienza, arte e spiritualità in un’unica immagine. Non è un semplice dipinto murale, ma una narrazione visuale che si snoda attraverso espressioni, gesti, architettura e simbolismo. Santa Maria delle Grazie, con la sua architettura austera e insieme raffinata, diventa la cornice ideale: il contrasto tra la semplicità del refettorio e l’imponenza del dipinto, l’incontro tra lo spirituale e il quotidiano, il pasto dei frati e la Cena che cambia il corso della storia. Ogni volta che un visitatore attraversa il chiostro dei Morti, percorre il corridoio arioso fino al refettorio, si ferma davanti al Cenacolo, è come se partecipasse a un dialogo con la storia, con il tempo, con le tracce accumulate nei secoli.
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