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Francesco Cavestri debutta a Dubai e inaugura il tour internazionale 2026

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di Annalisa Biasi

09/01/2026

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Il passaggio dai festival e dai club italiani a una sala come la Steinway Hall di Dubai non rappresenta soltanto un cambio di scala geografica, ma segna un momento preciso nel percorso artistico di Francesco Cavestri, pianista e compositore che negli ultimi anni ha costruito una traiettoria coerente, riconoscibile e sempre più aperta al dialogo internazionale. Il concerto in piano solo previsto per il 10 gennaio 2026 nella metropoli emiratina apre ufficialmente un tour che, nei mesi successivi, attraverserà Europa e Medio Oriente, collocando il giovane musicista bolognese in un circuito che va ben oltre il tradizionale perimetro del jazz italiano.

La scelta di Dubai come punto di partenza non è casuale. La Steinway Hall, spazio simbolico per la cultura pianistica mondiale, ospita un debutto che assume un valore artistico e istituzionale, sostenuto dalla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi e da ATER Fondazione, a conferma di un progetto che intreccia musica, rappresentanza culturale e ricerca espressiva.

Un percorso formativo tra Europa e Stati Uniti

Classe 2003, Francesco Cavestri arriva a questo appuntamento con una formazione già articolata, costruita tra l’Italia e gli Stati Uniti. Dopo il diploma in pianoforte jazz conseguito nel suo Paese, ha proseguito gli studi al Berklee College of Music di Boston, per poi approfondire il proprio linguaggio alla New School for Jazz and Contemporary Music di New York, grazie a borse di studio che testimoniano un riconoscimento precoce delle sue qualità. Questo percorso internazionale si riflette in una scrittura pianistica che tiene insieme rigore tecnico, attenzione al suono e una spiccata dimensione narrativa.

A rafforzare ulteriormente questo profilo, l’ingresso ufficiale di Cavestri nella famiglia Steinway & Sons, un riconoscimento riservato a pianisti che hanno segnato, in modi diversi, la storia recente dello strumento. Un passaggio che colloca il giovane musicista accanto a figure come Brad Mehldau, Martha Argerich e Lang Lang, delineando un contesto di riferimento che va oltre l’anagrafe.

Il concerto di Dubai e il dialogo tra linguaggi

Il programma previsto per la Steinway Hall presenta una struttura aperta, pensata per valorizzare il piano solo come spazio di esplorazione. Accanto all’anticipazione di alcuni brani inediti, che confluiranno nel nuovo album in uscita a maggio 2026, Cavestri propone riletture di autori come Radiohead e Massive Attack, filtrate attraverso una sensibilità jazzistica che evita l’ornamento e privilegia l’essenzialità. A questo si affianca un momento dedicato alla rielaborazione di sonorità della tradizione musicale araba, inserite nel discorso pianistico senza forzature, come ulteriore tassello di un dialogo culturale che prende forma direttamente sul palco.

Le tappe europee e la continuità del progetto

Dopo Dubai, il tour proseguirà tra febbraio e marzo 2026 in Germania, con concerti a Stoccarda, Amburgo e Colonia, alternando esibizioni in piano solo a un appuntamento in trio. Il repertorio intreccia composizioni originali e riletture della tradizione musicale italiana, con un’attenzione particolare all’album IKI – Bellezza Ispiratrice, pubblicato da Universal Music Italia e arricchito dalla partecipazione di Paolo Fresu, figura che ha accompagnato e sostenuto il percorso di Cavestri anche sul piano artistico.

Questo tour si presenta come una fase di passaggio, in cui il giovane pianista consolida una presenza internazionale mantenendo una forte identità espressiva, lasciando intravedere sviluppi che si misureranno sempre più con pubblici e contesti diversi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to