Filiera lattiero-casearia lombarda: efficienza, qualità e nuove sfide
di Redazione
20/10/2025
Con 5.975 allevamenti attivi e oltre 580.000 vacche da latte, la Lombardia si conferma il principale motore lattiero-caseario italiano, contribuendo al 46% della produzione nazionale. Il dato, emerso durante il convegno di Mantova promosso da Clal e Ismea, fotografa una filiera ad alta intensità tecnologica e organizzativa, capace di mantenere standard produttivi tra i più elevati d’Europa.
Struttura produttiva e specializzazione territoriale
Le province di Brescia, Cremona e Mantova concentrano quasi due terzi della produzione regionale, con aziende a forte specializzazione zootecnica e un alto livello di automazione.
Il modello lombardo integra allevamento, trasformazione e distribuzione attraverso reti cooperative e consorzi DOP, generando una catena del valore che sostiene sia l’export sia la qualità del prodotto finito.
«La Lombardia – ha dichiarato l’assessore Beduschi – è leader grazie a un sistema che unisce industria e territorio. Ora serve investire in formazione e capacità gestionale per affrontare la concorrenza globale senza perdere identità».
Innovazione e gestione del rischio
Secondo Ismea e Clal, la resilienza del comparto è legata alla digitalizzazione delle aziende, alla tracciabilità e alla diffusione della telemetria produttiva. L’adozione di strumenti di analisi dati consente di prevedere andamenti di mercato, gestire costi energetici e ottimizzare la sostenibilità ambientale.
Per il presidente Angelo Rossi, «la formazione è la vera politica industriale del lattiero-caseario: solo imprese consapevoli dei mercati potranno trasformare la qualità in forza competitiva».
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