FIGURA FORMA – 100 anni di Rachele Bianchi: la retrospettiva a Palazzo Pirelli
di Annalisa Biasi
12/01/2026
Milano ha una memoria artistica fatta anche di presenze che, per decenni, sono state sotto gli occhi di tutti senza diventare davvero “racconto”. Rachele Bianchi appartiene a questa categoria rara: un’artista capace di lasciare segni permanenti nello spazio pubblico e, nello stesso tempo, di restare per molti versi da riscoprire nella sua interezza. Nel centenario della nascita (Milano, 1925 – 2018), l’Archivio Rachele Bianchi porta a Palazzo Pirelli la mostra “FIGURA FORMA – 100 anni di Rachele Bianchi”, una retrospettiva ampia, costruita attorno a circa un centinaio di opere, pensata per ricostruire con continuità il percorso creativo di una scultrice e pittrice autodidatta che ha lavorato con ostinazione e coerenza sulla figura femminile, fino a trasformarla in un linguaggio riconoscibile.
La mostra è co-curata da Erika Lacava e dall’Archivio Rachele Bianchi e sarà visitabile dal 14 gennaio al 6 febbraio 2026 presso Palazzo Pirelli, Spazio eventi (1° piano).
Un corpus vasto, una poetica precisa: la figura femminile come archetipo
Bianchi ha prodotto un corpus imponente — oltre 1.600 opere tra sculture, bassorilievi, dipinti e disegni — e dentro questa quantità si distingue una scelta di campo netta: l’evoluzione della figura femminile come archetipo, simbolo, presenza che attraversa materiali e formati senza ridursi a un tema decorativo. Nel suo lavoro la donna non è un accessorio narrativo; è il centro di una riflessione sul corpo, sulla postura, sulla forza, sulla vulnerabilità, sul modo in cui un’immagine può diventare pubblica senza perdere complessità.
La retrospettiva si muove proprio su questa linea: non una semplice collezione di pezzi, ma un percorso che consente di vedere come cambia il segno, come si modifica la sintesi formale, come la materia — dal rilievo alla scultura, fino al disegno — diventa strumento di costruzione di un’identità artistica immediatamente riconoscibile.
Milano e le opere pubbliche: un primato che parla ancora
C’è un dato che, da solo, spiega la portata culturale e civile del lavoro di Rachele Bianchi: la scultura “Personaggio”, collocata in via Vittor Pisani, è la prima opera pubblica a Milano realizzata da una donna, dedicata alle donne, e rimane un segno emblematico di inclusione e uguaglianza, perché mette la figura femminile nello spazio urbano come soggetto pieno, non come allegoria marginale.
Non è un episodio isolato. In Lombardia risultano presenti altre 13 opere in spazi pubblici, tutte con la figura femminile al centro, quasi a formare una costellazione che attraversa luoghi e comunità diverse. Il riconoscimento istituzionale è arrivato anche nel 2019, con la menzione tra le prime cento donne al Famedio di Milano, un’onorificenza riservata a chi ha inciso in modo significativo nella storia e nella cultura cittadina. Viste insieme, queste tappe raccontano un’idea chiara: la scultura può essere insieme arte e gesto sociale, capace di cambiare la percezione di chi abita una città.
Orari di apertura al pubblico:
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Lunedì–giovedì: 9:30 – 18:00
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Venerdì: 9:30 – 13:30
Annalisa Biasi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to