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Carte d’identità cartacee al capolinea: Milano anticipa la corsa alla CIE con appuntamenti già fissati

20/01/2026

Carte d’identità cartacee al capolinea: Milano anticipa la corsa alla CIE con appuntamenti già fissati
Foto del sito di Comune di Milano

La data è scritta nero su bianco: dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee perderanno validità. Il Comune di Milano ha scelto di non attendere l’ultimo miglio e ha messo in campo un piano straordinario per accompagnare la cittadinanza verso la Carta d’Identità Elettronica (CIE) con una logica insolita per la pubblica amministrazione: non aspettare la domanda, ma cercare direttamente le persone interessate, proponendo appuntamenti già calendarizzati per il rinnovo.

L’iniziativa si colloca nel perimetro indicato dalla Circolare n. 76/2025 del Ministero dell’Interno, emanata in attuazione del Regolamento (UE) 1157/2019, che disciplina i requisiti di sicurezza dei documenti d’identità e fissa, di fatto, l’uscita di scena del formato cartaceo. Tradotto in pratica, per chi abita a Milano e ha un documento “di carta” con scadenza oltre il 3 agosto 2026, il tempo non manca; proprio per questo l’Amministrazione sta provando a distribuire le richieste lungo i mesi, evitando l’effetto imbuto dell’estate 2026.

Un piano mirato su 90mila residenti: prima l’e-mail, poi la lettera

Il bacino individuato è ampio: circa 90mila cittadini residenti risultano in possesso di carta d’identità cartacea con scadenza successiva al 3 agosto 2026, quindi ancora formalmente “buona” per durata, ma destinata a non essere più accettata come documento valido dopo la data fissata.

Il primo passo è partito il 30 dicembre 2025, con un invio rivolto a 53.350 persone: nella comunicazione, inviata via e-mail, comparivano data, orario e sede dell’appuntamento presso gli uffici anagrafici, insieme a un link personalizzato per confermare o riprogrammare la prenotazione in pochi passaggi. Una scelta che sposta l’asse dall’utente all’ente pubblico: il Comune si fa carico dell’avvio del processo e riduce la parte più faticosa, cioè la ricerca dello slot.

I numeri registrati a circa venti giorni dall’invio raccontano un’adesione alta: 31.292 conferme, quasi il 60% delle persone contattate. In altre parole, la scommessa sull’appuntamento “pronto” funziona, almeno per chi è raggiungibile via canali digitali.

Fascicolo del Cittadino, promemoria e slot: come Milano gestisce la domanda

La platea iniziale non è casuale: l’invio ha coinvolto esclusivamente chi risulta registrato al Fascicolo del Cittadino. Questo dettaglio chiarisce due aspetti: da una parte, la campagna usa un canale già autorizzato e riconoscibile, riducendo il rischio di comunicazioni ambigue; dall’altra, segnala che una quota di residenti resta fuori dalla prima ondata per ragioni anagrafiche e di contatto, non per mancanza di necessità.

Per massimizzare le conferme e non lasciare “buchi” in agenda, è stato inviato anche un promemoria a chi non aveva ancora risposto. Qui entra in gioco una scadenza precisa: gli appuntamenti non confermati entro il 31 gennaio verranno annullati e riassegnati. La regola, se applicata con rigore, ha un effetto immediato sull’efficienza degli sportelli, perché evita che gli slot restino bloccati da prenotazioni fantasma.

Chi perderà l’appuntamento assegnato potrà comunque prenotarne uno nuovo in autonomia; a questo gruppo, è prevista anche una comunicazione informativa dedicata, centrata sulla scadenza del 31 gennaio. La campagna, insomma, combina incentivo e responsabilizzazione: propone, ricorda, libera risorse se non c’è riscontro.

Sul fronte dei tempi, l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani rivendica un risultato organizzativo che pesa più di molte promesse: ottenere un appuntamento e rinnovare una carta d’identità richiede in media cinque giorni, a fronte di attese che in passato superavano i due mesi. Il messaggio politico è chiaro: l’anticipo sulla data del 3 agosto 2026 serve anche a difendere la qualità del servizio, non a inseguire emergenze.

La seconda fase: lettere cartacee da febbraio per chi non ha contatti digitali

Esaurita la prima ondata, la strategia prevede un cambio di strumento. Da febbraio partirà l’invio di lettere cartacee rivolte a circa 30mila cittadini per i quali il Comune dispone esclusivamente dell’indirizzo di residenza fisica. È un passaggio spesso trascurato nei piani di digitalizzazione: l’obiettivo non è “spostare tutto online”, ma evitare che la transizione crei una frattura tra chi riceve una mail e chi no, tra chi ha un profilo attivo e chi resta agganciato ai canali tradizionali.

Se la macchina reggerà, il risultato più concreto sarà uno: arrivare a ridosso del 3 agosto 2026 con una domanda distribuita, uffici meno congestionati e cittadini che non scoprono la fine della validità del documento quando serve già un biglietto aereo o una pratica urgente.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to