“Biodiversità in comune”: due incontri online per aiutare i Comuni a tutelare la natura nelle scelte di ogni giorno
di Annalisa Biasi
11/01/2026
Quando si parla di biodiversità, il dibattito tende a spostarsi subito su grandi strategie, piani decennali, obiettivi europei. Eppure una parte sostanziale della tutela della natura passa da decisioni minute e ripetute: come si gestisce il verde pubblico, come si programmano sfalci e potature, quali criteri guidano manutenzioni, illuminazione, cantieri, reti idriche, aree agricole periurbane, corridoi ecologici. È in questa zona concreta, spesso invisibile, che si colloca “Biodiversità in comune”, il ciclo di incontri promosso da Legambiente Lombardia nell’ambito delle attività di Custodia di LIFE NatConnect2030, in collaborazione con ANCI Lombardia.
I primi due appuntamenti, centrati sul tema “Come tutelare la natura nel quadro delle attività ordinarie dell’amministrazione comunale”, si svolgeranno online il 12 e il 19 febbraio 2026, dalle 9:00 alle 10:30. Il taglio è dichiaratamente operativo: trasferire conoscenze, indicazioni ed esempi pratici che possano entrare nei processi quotidiani di un ente locale, senza richiedere strutture straordinarie o competenze “separate” dal lavoro amministrativo.
A chi si rivolge e perché il tema riguarda la resilienza climatica
Gli incontri sono destinati alle amministrazioni comunali di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, oltre che della Provincia Autonoma di Trento. L’idea di fondo è semplice e, proprio per questo, impegnativa: la biodiversità locale non è un capitolo accessorio, ma una componente che influisce sulla qualità della vita e sulla capacità di un territorio di reggere urti ambientali sempre più frequenti, a partire dagli estremi climatici.
Una comunità più “resiliente” non nasce soltanto da opere e interventi emergenziali; nasce anche da scelte di manutenzione e pianificazione che evitano di impoverire gli ecosistemi, che riducono l’erosione, che proteggono suolo e acqua, che mantengono habitat e connessioni ecologiche. Per i Comuni, significa poter integrare criteri di tutela nelle attività ordinarie, con una logica di prevenzione e non di riparazione.
Cosa ci si aspetta dagli incontri: indicazioni, casi, accorgimenti replicabili
“Biodiversità in comune” promette un percorso di condivisione: strumenti interpretativi, esempi, indicazioni pratiche che aiutino a individuare margini d’azione immediati. Il valore, per chi amministra, sta spesso nella traducibilità: capire quali accorgimenti siano davvero applicabili nei capitolati, nelle procedure, nella gestione del verde e degli spazi pubblici; vedere come altri enti hanno affrontato problemi simili; riconoscere, dentro un’attività apparentemente tecnica, scelte che hanno ricadute ecologiche misurabili.
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Annalisa Biasi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to