Alla Casa della Sanità di Livigno arriva la nuova diagnostica pesante: un intervento che guarda alle Olimpiadi 2026 e oltre
di Redazione
22/11/2025
Livigno compie un passo decisivo nel potenziamento della propria rete sanitaria con l’installazione della nuova TAC, della Risonanza Magnetica e di una frigoemoteca di ultima generazione. È un investimento che valorizza un’area strategica della Valtellina, chiamata nei prossimi anni a sostenere un flusso eccezionale di atleti, delegazioni e turisti, senza dimenticare la necessità di garantire un presidio efficiente e stabile per chi vive e frequenta il territorio tutto l’anno.
Un presidio moderno al servizio della comunità e dell’evento olimpico
Come sottolineato dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, la conclusione delle operazioni di posa negli spazi rinnovati segna “un passaggio decisivo verso la piena operatività della struttura”. Le nuove apparecchiature permetteranno diagnosi rapide e di alta qualità, essenziali in un territorio montano in cui tempi di spostamento e condizioni climatiche possono incidere notevolmente sulla gestione delle emergenze.
La Casa della Sanità conferma la propria funzione di presidio avanzato con servizi continuativi e specialistici gestiti dall’ASST Niguarda: diagnostica completa, Punto di Primo Intervento h24, ambulatori orto-traumatologici e cardiologici attivi regolarmente. Un’organizzazione che risponde alle esigenze degli abitanti e dei numerosi visitatori, spesso coinvolti in attività sportive che richiedono assistenza rapida e competenze specializzate.
Tecnologie innovative, riorganizzazione degli spazi e un modello ispiratore
Accanto alla diagnostica, procede anche l’allestimento dell’Area Emergenza Olimpica, un modulo temporaneo di 300 metri quadrati pensato per garantire operatività potenziata durante i Giochi. La riorganizzazione degli ambienti interni ha come obiettivo un miglioramento dei percorsi di accesso, affinché il presidio possa garantire risposte rapide anche in condizioni di massimo afflusso.
La nuova frigoemoteca, monitorata da remoto dal Centro Trasfusionale dell’ASST Niguarda, introduce una gestione degli emocomponenti basata su criteri di sicurezza e tracciabilità che fanno della struttura un riferimento avanzato per la sanità d’alta quota.
Il direttore generale Welfare, Mario Melazzini, definisce l’esperienza di Livigno come “un modello replicabile di sanità di montagna”, mentre il sindaco Remo Galli la considera “un passo fondamentale per la comunità”, capace di unire la prospettiva olimpica al diritto universale alla salute.
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