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Affitti brevi, Rescasa Lombardia: restrizioni solo con dati

16/09/2026

Affitti brevi, Rescasa Lombardia: restrizioni solo con dati

Le amministrazioni che intendono introdurre restrizioni agli affitti brevi nelle aree sottoposte a pressione abitativa dovranno fondare gli interventi su dati verificabili e dimostrare il contributo effettivo di queste locazioni al problema. È il punto centrale dell’analisi di Rescasa Lombardia sulla proposta di Affordable Housing Act presentata dalla Commissione europea il 9 settembre. Il testo Ue propone un quadro comune per gli interventi nazionali, regionali e locali sulla disponibilità e accessibilità degli alloggi, richiedendo che eventuali misure siano mirate, necessarie e proporzionate. 

La proposta Ue introduce condizioni per intervenire sugli affitti brevi

La Commissione europea riconosce che le decisioni sulla politica abitativa restano principalmente di competenza nazionale, regionale e locale, ma propone criteri comuni per stabilire quando le autorità possano intervenire nelle aree considerate sotto stress. Il regolamento è ancora una proposta legislativa e dovrà quindi completare il percorso europeo prima dell’entrata in vigore. 

Per adottare restrizioni specificamente rivolte agli affitti brevi, la proposta prevede che l’autorità dimostri un effetto negativo significativo sulla disponibilità o sull’accessibilità degli alloggi per almeno tre anni e verifichi che strumenti meno restrittivi non possano ottenere risultati equivalenti. La Commissione chiede inoltre l’utilizzo di dati pubblici e verificabili per individuare le aree interessate. 

È su questi elementi che si concentra la posizione di Francesco Zorgno, presidente di Rescasa Lombardia. Secondo l’associazione degli operatori del turismo in appartamento, l’esistenza di una situazione di difficoltà abitativa non dovrebbe tradursi automaticamente in una responsabilità attribuita alle locazioni turistiche: il rapporto causale deve essere documentato territorio per territorio.

Rescasa chiede priorità a registrazione, controlli e qualità dei dati

Per Rescasa, prima di valutare nuove limitazioni è necessario identificare correttamente l’offerta presente sul mercato, contrastare l’abusivismo e disporre di informazioni attendibili. La proposta europea richiama effettivamente l’applicazione delle norme Ue già esistenti sulla registrazione degli affitti brevi e sull’utilizzo dei dati raccolti per le valutazioni delle amministrazioni. 

Zorgno sostiene che particolare attenzione dovrà essere dedicata anche al trattamento delle restrizioni locali già esistenti e alle eventuali disposizioni transitorie. Rescasa ritiene inoltre prevedibile che le controversie giuridiche non scompaiano: secondo l’associazione, potrebbero concentrarsi sulla qualità dei dati utilizzati, sulla delimitazione geografica delle aree sotto pressione, sulla proporzionalità delle misure e sulla disponibilità di alternative.

La Commissione, nella documentazione che accompagna la proposta, afferma che la carenza dell’offerta abitativa rimane un fattore strutturale della crisi e che alcune forme di utilizzo non primario degli immobili possono aggravare la pressione soltanto in determinati mercati locali. 

A Milano 24.347 immobili attivi secondo i dati diffusi da Rescasa

Nel comunicato Rescasa richiama anche i dati elaborati dal Centro Studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza su fonte PriceLabs. Nel primo semestre 2026, secondo queste elaborazioni, il mercato degli affitti brevi a Milano avrebbe generato quasi 321,5 milioni di euro di incassi, con oltre 1,844 milioni di notti gestite.

Gli immobili attivi vengono indicati in 24.347, in aumento dell’11,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il tasso medio di occupazione viene quantificato al 64%. Rescasa utilizza questi numeri per sostenere la necessità di distinguere tra dimensione del mercato, attività professionale e impatto effettivo sull’offerta residenziale.

Il confronto si sposta sull’applicazione concreta del nuovo quadro

L’Affordable Housing Act punta a fornire alle autorità pubbliche maggiore certezza giuridica nelle aree con problemi documentati di accessibilità abitativa, lasciando però alle amministrazioni competenti la scelta se intervenire e con quali strumenti. La proposta comprende anche misure dal lato dell’offerta, tra cui interventi per accelerare nuova edilizia, recupero degli immobili e disponibilità di alloggi accessibili. 

Rescasa Lombardia chiede che l’applicazione del futuro quadro europeo eviti di utilizzare la presenza di operatori professionali come indicatore automatico di pressione sul mercato residenziale. La posizione dell’associazione resta quindi favorevole a interventi nelle aree in cui il problema sia dimostrato, ma subordinati a indicatori oggettivi, verifica dell’impatto e proporzionalità delle restrizioni, criteri che compaiono anche nella proposta presentata dalla Commissione.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to