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Accordo tra Lombardia, Veneto e Trento per studiare il futuro della pesca nel Lago di Garda

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di Redazione

16/11/2025

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Una collaborazione istituzionale che guarda alla tutela del lago

L’intesa firmata da Regione Lombardia insieme a Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Università dell’Insubria segna un passo rilevante nella gestione condivisa del patrimonio ittico del Garda, un ecosistema che negli ultimi anni ha mostrato segnali di fragilità tali da richiedere un intervento coordinato. L’assessore regionale Alessandro Beduschi ha spiegato come questa alleanza punti a costruire un quadro scientifico aggiornato, capace di sostenere scelte politiche consapevoli in un momento in cui l’equilibrio del lago è messo a dura prova da fattori ambientali, pressioni antropiche e dai cambiamenti legati alla presenza crescente di specie alloctone.

Il progetto, finanziato attraverso il programma europeo FEAMPA 2021-2027, avrà durata triennale e affiderà all’Università dell’Insubria un ruolo centrale nel coordinare le attività di ricerca. Un impegno che coinvolgerà biologi, tecnici e professionisti della pesca, con l’obiettivo di raccogliere dati aggiornati sulle specie maggiormente interessate dal comparto professionale e di individuare strategie di gestione più sostenibili.

La pesca professionale tra identità e nuove sfide

Sul Lago di Garda operano circa ottanta imprese di pesca, custodi di una tradizione che ha contribuito nei secoli a definire l’identità economica e culturale delle comunità rivierasche. La riduzione delle catture, però, e lo stop alle immissioni di coregone imposte dalle normative vigenti hanno inciso in modo significativo sulla redditività del settore, rendendo urgente una riflessione strutturale sul futuro del comparto.

Lo studio si concentrerà soprattutto su coregone e agone, le specie su cui ruota gran parte dell’attività professionale, e analizzerà l’impatto delle attrezzature da pesca sulla fauna, con particolare attenzione al carpione, specie endemica e simbolo del Garda. La ricerca offrirà indicazioni concrete per favorire una convivenza equilibrata tra conservazione ambientale e attività economica, valorizzando l’esperienza degli operatori e il contributo del mondo accademico.

Come ha sottolineato Beduschi, l’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di cooperazione tra istituzioni e comunità scientifica, un laboratorio in cui ambiente e sviluppo dialogano senza conflitti, con l’obiettivo di garantire prospettive solide alla pesca professionale e alla biodiversità del lago.

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